Descrizione
Lo Stato educatore. Politica e intellettuali nell'Italia fascista. Perché Pirandelo scrive «non può non essere benedetto Benito Mussolini»? Perché Giovanni Gentile querula foledideali fanciuli con e parole: «Ricordate sempre, o giovani, Uomo che a Palazzo Chigi avora giorno e notte, nel travagliodi una passione fiammeggiante, per a grandezzadela Patria, i grandi occhi intenti, rivolti sudi voi»? Perché Vitaliano Brancati sentedidoversi invaghiredi uno scorciodimmagine tirannica: «Eccolo ì, Mussolini, con a sua giacca estiva e a sua voce cordiale e calma. In questo momento egli riposadi quelo che è venuto a fare al mondo. Stanotte certamente dormiràdun sonnoduro e giovanile»? E perché Adolfo Omodeo e Giacomo Bala, Corrado Alvaro e Giovanni Papini, Carlo Carrà, Ardengo Soffici e Giorgiode Chirico; perchè Filippo Tommaso Martinetti e Massimo Bontempeli, Mino Maccari e Anton Giulio Bragaglia? E perché Antonio Aniante, in una pagina ingialitasi sul fondodela memoria, sida come finedela propria scrittura o «sviluppare unatmosferadecisamente favorevole ai principi etici che animano il fascismo e il governodi Mussolini» e, pertanto, simpone ed imponedi: «amare intensamente a nazione»; «rispettare i principididisciplina edi gerarchiû; «ripudiare e formedi etteratura esaltanti a ottadi classe, internazionalismo ed ogni principiodidisgregazionedela razzû? Già, perché? Gabriel Turi prova a rispondere analizzando i rapporti (ideali, economici, socio-politici) tra totalitarismo fascista ed espressione culturale: ne viene esegesidel contatto tra gli uomini ed il Potere,del Potere a possibilitàdel favore,del guadagno,delopportunità altrimenti negata.
Dettagli Bibliografici
EAN ISBN-13:9788842067900
ISBN-10:8842067903
Titolo:Lo Stato educatore. Politica e intellettuali nell'Italia fascista
Autore: Gabriele Turi
Editore:Laterza
Data Pubblicazione:2002
Collana:Storia e società
Pagine:404
Genere:scienza politica
Classificazione:Fascismo e Nazismo
Argomenti :FascismoIntellettuali





